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ELENA BERNARDI

MANIFESTO

Comunicare.

Non è forse questo il compito più importante dell’arte?

Esprimere attraverso i colori, le forme, i materiali e le figure lo zeitgeist e la coscienza interna.

Arte come stimolo al dibattito.

Arte come terapia.

Arte come scelta emozionale, istintiva.

ELENABERNARDI è uno spazio, nato dall’unione di un heritage familiare e professionale costruito negli anni. E’ una strada che la sua creatrice ha tracciato incontrando diverse esperienze e storie.

ELENABERNARDI è custode di un portfolio di artisti selezionati con attenzione, per garantire una cultura e uno spirito creativo all’avanguardia. Inedito.

L’invito è quello di affidarsi ad una curatela che mira ad essere sia fisica che liquida, fruibile nello spazio e nel tempo, attraverso la messa in atto di mostre ad hoc.

In ELENABERNARDI viene divulgata l’arte con una promessa: trasmetterla nelle sue molteplici forme, portandola direttamente al collezionista e all’amatore.

Con chiarezza.

Con cura.

Benvenuti su ELENABERNARDI.

Elena Bernardi

Elena Bernardi nasce a Modena nel 1985, dove vive e lavora. Dopo la Laurea in Lingue, inizia a lavorare nell'azienda di famiglia, uno studio di terzo fuoco che dal 1980 si dedica al disegno e alla produzione del decoro applicato al settore industriale della ceramica moderna. Da sempre appassionata di fotografia (in modo particolare per la parte relativa alla critica e all'organizzazione di eventi), collabora negli anni alla realizzazione di mostre fotografiche tra Modena e Sassuolo. Nel 2016 frequenta il Corso Curatori organizzato da Fondazione Fotografia Modena, dove presenta il proprio progetto curatoriale IMPERMANENZA. Nell'autunno dello stesso anno collabora con ARTUNER, piattaforma dedicata all'organizzazione e curatela di eventi d'arte contemporanea con sede a Londra. Successivamente frequenta un Master in Arte Contemporanea presso il Sotheby's Institute of London. Termina l'esperienza britannica con un periodo sul campo prima presso THE ART OF THIS CENTURY, un'organizzazione che si occupa della realizzazione di eventi artistici e culturali; poi con ZEUXIS, galleria d'arte online con sedi a Parigi e Londra.

Intervista a Elena Bernardi, curatrice e fondatrice della Galleria ELENABERNARDI a cura di Ilaria Introzzi

 

Elena, ti ricordi il momento preciso in cui hai deciso di fondare la tua galleria d’arte fisica e online?

- Sì, certo! Era il 2017, vivevo a Londra ed era la mia seconda esperienza in una galleria d’arte online: Zeuxis, che vende arte contemporanea sul portale con uffici a Londra e a Parigi. La mia prima esperienza londinese fu invece da Artuner.-

Come mai l’idea di aprire un portale on line, questo spazio, e allo stesso tempo un luogo concreto a Modena, la tua città?

- Sentivo la necessità di creare una galleria d’arte coeva alla nostra epoca storica, in grado di combinare uno spazio online con una galleria/salotto fisici dove far conoscere il lavoro degli artisti e far incontrare gli appassionati d’arte con gli autori delle opere in portfolio, attraverso un approccio informale in cui chiacchierare e parlare dei propri progetti. -

Facciamo un passo indietro. Il tuo percorso formativo e professionale ha sempre ruotato intorno all’arte contemporanea, finché essa non ne è diventata parte integrante. Indubbiamente ci sono degli aspetti di questo passato riscontrabili nel tuo progetto personale, ma quali sono invece quelli innovativi e come dialogano con i primi?

- Penso che la parte più innovativa di questo mio percorso artistico provenga dalla mia esperienza in Inghilterra. Londra, città estremamente dinamica e attiva in campo artistico, spinge quasi quotidianamente a metterti sempre in gioco e a trovare strade e idee in questo settore. Gli studi di arte contemporanea ed economia che ho frequentato presso Sotheby’s di Londra, insieme con le esperienze che ho citato prima, mi hanno sicuramente suggerito idee per poter fare quello che desideravo in Italia, con artisti nostrani. Questi elementi continuano a essere sempre attuali e fondamentali nel il mio lavoro. Anzi, sono un continuo reinventarsi, in cui passato e presente non sono mai due entità distinte per me. -

Che significato attribuisci alla parola “contemporaneo” e, in aggiunta, pensi abbia ancora senso parlare di contemporaneità, di presente, oggi dove tutto è liquido?

- L’arte contemporanea è secondo me una forma di comunicazione del reale. Va ad annullare così le etichette di passato, presente e futuro. È tutto ciò che l’artista, ovvero l’attore principale del sistema dell’arte contemporanea, crea. Con le sue opere lui o lei mostra la realtà in modo apparentemente privo di giudizi poiché l’intento è solo quello di mostrarla e di riflettere lo zeitgeist. Nella società in cui viviamo, dove tutto è così rapido e, come dicevi, liquido, l’arte rischia di diventare simile alla moda nel senso che si fa forte di una notorietà senza rendersi conto che essa è momentanea, passeggera. E molto spesso, in virtù di ciò, gli artisti vengono attesi al varco con le nuove creazioni, talvolta deludendo le aspettative. -

Il rischio di non avere confini è di perdersi, di non sviluppare la propria identità, per questo a volte entrano in gioco figure professionali e tecniche che aiutano a ritrovare il proprio centro. In questo senso hai deciso di coinvolgere una terapeuta per avviare uno scambio tra arte e mente? Credi davvero che la creatività possa curare e che ruolo avrà lei nel progetto?

- “Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti” questa citazione di Wassily Kandinsky, tratta da “ Lo spirituale nell’arte”, fa capire come in realtà l’arte, essendo una forma di comunicazione, vada oltre l’immagine che rappresenta. attraverso un linguaggio indefinibile, una sensazione, essa ci parla e ci tocca profondamente. Ho quindi pensato potesse essere interessante coinvolgere professionisti che sanno usare l’arte come terapia e organizzare incontri all’interno del mio spazio. -

Sul portale è presente anche una sezione che vedrà pubblicati dei contenuti editoriali, in cui si incontreranno gli artisti presenti nel tuo portfolio e argomenti di approfondimento. Come mai questa scelta?

- Molto semplicemente perché, come diceva Paul Valéry: “Tutte le arti vivono di parole”. Ogni opera esige una parola. Ogni artista, in fondo, non desidera che si racconti della sua opera? Essa è fondamentale per la ricerca, lo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea. -

“L’arte è l’unica cosa seria al mondo.” Per poi aggiungere: “E l’artista è l’unica persona che non è mai seria.” Al di là di questa ultima sentenza, piuttosto opinabile se pensiamo ai razionalisti, o allo stesso Pollock, le qui opere erano spontanee solo in apparenza, per quanto riguarda la prima frase, concordi? E se sì, da quale punto di vista? Inoltre, chi l’ha detta?

- Mi sembra lo stile di Oscar Wilde. -

Esatto.

- Comunque è una frase che condivido, forse perché l’arte in un certo senso riesce a rappresentare, a interpretare e a penetrare la vita e la natura umana sfruttando la sua apparente superficialità. -

Infine Elena, un tuo pensiero per l’arte:

- L’arte, tenendosi lontana dal giudizio morale, realizza nel modo più completo ciò che desideriamo. -